lunedì 5 giugno 2023

Le ultime tecniche di contenimento del dissenso.

Le nuove tecniche di contenimento del dissenso 
Di Ermanno Faccio (*) 

APRIRE LA MENTE É UN DOVERE PER CHI VUOLE DISCUTERE ED OPERARE MELLA POLITICA 

Buon pomeriggio, 
Scrivo questa annotazione, a futura memoria, per fare il punto sul livello di dialogo interno nei gruppi politici della cittadinanza attiva, che ora più che mai, ha bisogno di una grande revisione etica, decisiva e definitiva.

Siamo reduci da un decennio di trollaggi, e antitrollaggi, dove molti si mascheravano da puri e duri e molti altri da critici scettici, ostacolanti i lavori dei personaggi più spontanei e sinceri.

Tutti abbiamo imparato a comprendere che tali persone, che ostacolano il flow, e attaccano continuamente chi vuole solo semplicemente lavorare, derivano principalmente da un timore nascosto, di non poter più controllare le cose, la situazione, i dialoghi, le intese già strette e così, per prevenzione, per mantenere la propria sicurezza, si sceglie di attaccare subito i nuovi venuti, i nuovi membri di un gruppo, al fine di eliminarli o isolarli.

Siamo reduci da un'abominevole adozione di questa tecnica da parte di portavoce, assistenti,  attivisti, coordinatori e probiviri ignavi, che così facendo hanno favorito il debellare di metà movimento.

Le conseguenze le abbiamo viste. Decimazione del consenso.
Commistione con altri partiti.
Condivisione dei lavori con tecnici e portavoce trasformisti, veramente improbabili, ambigui, ambivalenti e pericolosi  come molti, ahimè, si sono rivelati (Cingorati e Sigleri, ecc.lista di 200 nomi)

Siamo quindi in presenza di troppi personaggi ambigui perché timorosi, che nulla sanno quanto sia consigliabile adottare una buona dose minimale, veramente minimale credete, di quelle doti conoscitive che possiamo chiamare: alternanze delle dinamiche sociali, gestione delle relazioni pubbliche, risoluzione dei conflitti interni, miglioramento dell'organizzazione interna, raggiungimento dei livelli ottimali di efficienza ed efficacia, gestione dei periodi alti e bassi, infusione di fiducia, mantenimento della integrità di base, studio continuo di nuove soluzioni, risoluzione dei problemi del lavoro interno, etica interna, ecc.

No. Nulla. Troppe persone risolvono la loro mancanza di una o alcune o tutte le suddette doti, necessarie per progredire un un gruppo sinergico, coeso, compatto ed integro, destinato ovviamente al successo, mediante l'uso dei soliti espedienti meramente  bullistici o mobbistici che tutti noi, da troppo tempo, e da troppi individui sinceramente ambigui, abbiamo sperimentato e continuiamo tuttora a sperimentare.

Ed ora che dobbiamo combattere le destre, apriti cielo.
Mai e poi mai, potremo battere le destre, se non raggiungeremo le virtù di gruppo sopra citate.

Facciamo un esempio che ho  recentemente vissuto, perché no.

Se tu, entrando in un gruppo, non comprendendo antefatti, e premesse oppure terminologie, dopo continui rifiuti al chiarimento, provi a chiedere rimedio scrivendo provocatoriamente ed in via definitiva nella chat del gruppo: 

« Scusa Luciana,
Io non so chi tu sia...
Potresti essere una parlamentare..
Una assistente politica..
Un'attivista..
Oppure una comica...,
Non ha importanza 
Ma ti chiedo, per cortesia, di inviare degli interventi "parlanti" ovvero che siano comprensibili per chiunque presente nel gruppo.
I tuoi attuali messaggi "morse", molto allarmistici e perentori,  che vorrebbero insegnarci che "così funziona!*, non fanno che confermare invece, che così non funziona proprio un bel niente, almeno agli occhi di un cittadino ignaro di questa oscura prassi di stesura degli atti senza condivisione a nessun livello, e per di più non più emendabili  da questo gruppo.
Forse bisogna creare una pagina dove tutti i nuovi entrati, non professionisti esperti come Te,   possano consultare un glossario e delle nozioni di premessa, che altrimenti non saprei proprio ove reperire.»


Se a questa richiesta ti rispondono:

""".....
Perdona, non è mia intenzione. 
Ma una chat non è posto da discussioni, come ben abbiamo riscontrato da anni.

Inoltre meglio scrivere su ciò che si conosce, le proprie competenze tecniche - che sicuramente ci sono - fare domande, avere risposte.
Più proficuo x tutti.

Se volete postare a ruota libera perché "io me la sento" o "a me pare che" fate pure, ma mi pare che sia OT, intasa la chat inutilmente, non serve a nullam
Leggetevi il lo scopo della chat:

*Chat per raccogliere proposte di temi da portare in parlamento e per informarvi sulla mia attività*

Es. Quanti messaggi di commento/modifica di un appello postato x adesione si/no inutilmente perché non si conosce/capisce/sfugge la comprensione del messaggio?

Nessuno nasce imparato, non c'è problema. 
Basta chiedere nel dubbio. 
Ma non si chiede. 
Si postano testi lunghissimi, memo di eventi, e via postando.
......"""

Appare evidente che la persona alla quale ci si é appellati ha così risposto:

Con la frase 
""Perdona, non è mia intenzione. **

Nega palesemente la collaborazione richiesta.

Con la frase :
""Inoltre meglio scrivere su ciò che si conosce, le proprie competenze tecniche - che sicuramente ci sono - fare domande, avere risposte.
Più proficuo x tutti.**

Attacca palesemente le persone intervenute  illazionando la mancanza di competenze tecniche. (Sic!)

Ma poi, incredibilmente, alla fine, con la frase:
"*Nessuno nasce imparato, non c'è problema. 
Basta chiedere nel dubbio. 
Ma non si chiede. ""

Nega la realtà, perché nella realtà si era postata appunto una richiesta precisa e ben delineata e l'interessata, alla fine, promette le stesse risposte richieste, poc'anzi, in partenza negate.

Un atteggiamento ricorsivo che confonde le menti.
Un negazionismo che alla fine si cerca di camuffare con collaborazionismo.
Una bipolarità, fittizia, confermata da una prevalenza soppressiva delle altrui domande.
L'uso di queste tecniche retoriche sono le stesse che in un decennio hanno fatto passare la voglia ai 9 decimi degli entusiasti dei temi reclamati da Grillo e dal sistema democratico di Rousseau lanciato da Casaleggio, di continuare ad avere a che fare con questi personaggi soppressivi interni.

Non retrocederò mai di un passo su questo assioma storico.

In verità, non vedo ancora alcuno stato virtuoso nel contesto attuale, e consiglio vivamente una calda revisione etica, per il migliore funzionamento del gruppo di discussione politica in cui  dovremmo partecipare attivamente e positivamente.

Iniziamo a parlarne. Oppure evitiamo le risposte saputelle per favore.

Grazie.

E.F.


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(*= Ermanno Faccio é uno come tanti, (ma sempre troppo pochi), che riesce a pensare molto da sé. É stato ed é tuttora parzialmente attivo nel campo 
Agrotecnico, sponsor giovanile sportivo, pioniere internazionale commerciale italiano, operaio del legno, della pietra e della ceramica, gallerista di collezioni decorative e d'arredo internazionali, designer e cultore della materia, saggista tecnico, consulente tecnico di parte, collaboratore legale, amministratore delegato, amministratore unico, vittima di usura, capo commessa, geometra, computista dell'edilizia, computista econometrico creditizio, costruttore, immobiliarista, laburista, attivista, gazebista,  scrittore di saggi legislativi, statuti e regolamenti interni per portavoce alle consiliature nelle legislature europee, nazionali, regionali e comunali, nonché camerali, infine é corrispondente di membri di organismi teologici, psicologici e psico-didattici-tecnologici italiani.

mercoledì 24 maggio 2023

Soft Power and Nudging


La simulazione “Event 201” può essere vista come un segnale premonitore del ruolo sempre più centrale della psicologia. Nell’ottobre 2019, poco prima della comparsa del SARS-CoV-2, sono stati messi alla prova a livello internazionale il comportamento e le misure dei governi e degli altri attori nello scenario fittizio di una pandemia da coronavirus. Oltre ai rappresentanti della politica, della sanità e dei servizi di intelligence, è stata coinvolta anche la più grande agenzia pubblicitaria del mondo, Edelman. Quando poco dopo è scoppiata la vera pandemia, molti psicologi si sono attivati, ad esempio per promuovere l’accettazione delle misure e, un anno dopo, la disponibilità a farsi vaccinare.

Spesso tutto questo è avvenuto senza che nessuno se ne accorgesse, cosa comune per le campagne di influenza psicologica, perché se se ne parla apertamente, perdono il loro effetto. La maggior parte delle persone è quindi ancora ignara dell’uso mirato del controllo psicologico. Ciò rende ancora più importante spiegare alla gente come funzionano queste tecniche di influenza, il cui scopo dichiarato è quello di dirigere i pensieri, i sentimenti e le azioni dei cittadini.

CONTROLLO IMPERCETTIBILE

Le “armi di influenza” psicologica (1), sempre più utilizzate durante i lock-down, si basano sul cosiddetto soft power. (2) Secondo il libro di testo, il soft power si riferisce a “strategie di influenza che di solito sono considerate offensive e costituiscono forme di manipolazione. Tali tecniche di influenza possono essere particolarmente efficaci anche perché il controllo impercettibile del comportamento non genera reattività“. (3) Reattività significa che l’influenza non provoca resistenza perché non è percepita come tale, a differenza, ad esempio, del hard power o della violenza.

Queste tecniche si basano su ricerche psicologiche e vengono utilizzate in un numero sempre maggiore di settori della società: nella pubblicità, nell’economia comportamentale, nella propaganda, nella guerra cognitiva o nel “nudging”, utilizzato ufficialmente in Germania dal 2015. Si tratta del fatto che – attraverso l’uso di tecniche di soft power – la politica o le istituzioni private danno piccole e impercettibili “spinte” psicologiche che dovrebbero orientare le persone nella direzione desiderata.

Durante il periodo pandemico, ad esempio, si è affermato che i lock-down sono ormai la “nuova normalità”. Un’altra questione è la disponibilità a farsi vaccinare: per aumentarla, sono stati dati piccoli benefici come, per esempio, una merenda gratuita come ricompensa. Queste piccole “spinte” di solito non sono accidentali, ma il loro effetto viene studiato prima di essere utilizzate come tecniche di controllo psicologico.

Ciò che è considerato la cosa “giusta” da fare è stato dettato dai governi o dall’OMS durante la crisi da Covid. Pertanto, la gestione psicologica non ha riguardato un dibattito oggettivo sull’efficacia di determinate misure o vaccinazioni (proprio come la propaganda di guerra, ad esempio, non riguarda la messa in discussione critica della violenza). Piuttosto, la spinta è stata strettamente allineata alle politiche e alle linee guida dell’OMS e del governo.

ESEMPI DI MANIPOLAZIONE PSICOLOGICA DURANTE LA PANDEMIA

Un documento di sintesi dell’Associazione Professionale degli Psicologi Tedeschi (bdp), insieme ad altre tre associazioni professionali psicologiche-psicoterapeutiche, del giugno 2020, interpretava il ruolo della psicologia in modo tale che gli psicologi erano chiamati a utilizzare la loro conoscenza della psiche umana e delle “leggi della motivazione umana e dell’elaborazione delle informazioni” per aumentare l’accettazione, ad esempio, dei lock-down tra la popolazione.

Non tutti gli psicologi erano d’accordo con questo percorso: “Questo documento ha fatto inorridire molti psicologi e psicoterapeuti “, ha commentato la psicologa Andrea Wolf-Schuler nel dicembre 2020. Molti sono stati ugualmente indignati da un documento governativo interno trapelato, intitolato “Come mettiamo sotto controllo il COVID-19” dell’aprile 2020, che conteneva, tra le altre cose, la raccomandazione di spaventare specificatamente i bambini, motivo per cui viene anche chiamato “carta del panico”. In esso, ad esempio, si trova il seguente consiglio sull’induzione della paura nei bambini:

“I bambini difficilmente si contageranno”: Sbagliato. I bambini prenderanno facilmente la malattia, anche se c’è il coprifuoco, ad esempio con i figli dei vicini. Se poi infettano i genitori e uno di loro muore agonizzante a casa e loro si sentono in colpa perché, ad esempio, hanno dimenticato di lavarsi le mani dopo aver giocato, questa è la cosa più orribile che un bambino possa mai provare”.

Tali osservazioni ricordano l’idea, ormai consolidata, di suscitare deliberatamente la paura in ambito sanitario per innescare determinati pensieri, sentimenti e comportamenti nella cosiddetta “ricerca sul richiamo della paura”. (4) Gli autori di queste frasi erano apparentemente scienziati, perché, come ha indagato “Welt”, il Segretario di Stato del Ministero degli Interni Markus Kerber aveva scritto a ricercatori selezionati con la richiesta di elaborare un modello sulla base del quale pianificare “misure di natura preventiva e repressiva”.

Non è stato dimostrato se gli appelli mirati alla paura rivolti a bambini e adolescenti abbiano contribuito all’aumento dei problemi psicologici tra i bambini e gli adolescenti, ma è certo che “paure e depressioni sono raddoppiate nelle giovani generazioni durante la pandemia”, come ha affermato la Süddeutsche Zeitung nell’agosto 2021. Tuttavia, il giornale non è entrato nel dettaglio della “carta del panico”.

RICERCHE PER AUMENTARE LA DISPONIBILITÀ A FARSI VACCINARE E AD ACCETTARE LE NUOVE MISURE

La battaglia psicologica per le menti e i cuori delle persone durante il periodo del Covid non si è svolta solo in Germania. Esiste anche un gran numero di studi a livello internazionale che presentano varie tecniche di soft power che possono essere utilizzate per aumentare l’accettazione delle misure, il tasso di vaccinazione o il rifiuto delle “teorie del complotto”.

Una nota ricercatrice in questo campo è Cornelia Betsch. Ha ricevuto il Premio tedesco di psicologia nel 2021 per il suo lavoro su “Comunicazione sanitaria e aspetti sociali nelle decisioni sulla salute, in particolare nel contesto della vaccinazione e dell’opposizione alla vaccinazione”. In questo, la Betsch e molti altri ricercatori, come gli autori del documento concettuale del bdp, seguono la linea del governo nella loro direzione: alcune cose sono date per scontate, mentre la loro ricerca si concentra solo sull’aumento della loro accettazione e implementazione con mezzi psicologici.

Tra questi, ad esempio, le ipotesi che la vaccinazione (anche contro il COVID-19) sia “sicura ed efficace”, che per porre fine alla pandemia di COVID-19 sia necessaria “l’introduzione rapida e diffusa di vaccini contro la malattia”, o che le misure adottate contro la diffusione del virus si siano “dimostrate efficaci”.

Non c’è una discussione concreta su questi temi, ma le ipotesi sono considerate incontrovertibili.

UNO STUDIO PSICOLOGICO INVOCA LA VACCINAZIONE OBBLIGATORIA

Betsch e i suoi colleghi hanno recentemente scoperto che questa influenza psicologica mirata, indipendentemente dal fatto che la si chiami propaganda, nudging o economia sanitaria, può avere anche conseguenze negative. Nel novembre 2022, i ricercatori di Betsch hanno scoperto, nel loro elaborato studio, una polarizzazione sociale in cui i soggetti vaccinati si identificavano fortemente con il proprio gruppo e svalutavano i non vaccinati. D’altra parte, il gruppo dei non vaccinati era complessivamente più tollerante e mostrava una pari accettazione dei soggetti vaccinati e non vaccinati.

I risultati dello studio potrebbero essere considerati un’opportunità per affrontare gli effetti negativi della divisione sociale. Tuttavia, gli autori dello studio traggono una conclusione diversa e, come essi stessi affermano, in qualche modo “controintuitiva”: raccomandano la vaccinazione obbligatoria perché solo questa può contribuire a ridurre la divisione sociale:

“Una volta che quasi tutti saranno stati vaccinati grazie alla vaccinazione obbligatoria, non sarà più possibile distinguersi dagli altri in base allo stato di vaccinazione”, era la logica. Il giornalista Norbert Häring si è indignato per questa conclusione: “Questo non è solo molto sfacciato. Dimostra anche – se non si tratta di semplice cattiva volontà – un grado di alienazione dalla vita e di assenza di buon senso che si riscontra quasi solo tra le persone con una formazione accademica”.

Cornelia Betsch e i suoi colleghi, invece, sottolineano sempre le loro buone intenzioni. Le loro “spinte” psicologiche sono, secondo la definizione degli “inventori” del nudging, Richard Thaler e Cass Sunstein, sempre a beneficio di coloro che sono sottoposti alla manipolazione psicologica. Ma su questo ci sono dubbi. Così, dopo la pubblicazione del libro “Nudge” nel 2008, nel mondo accademico si è accesa una vivace discussione (5) sul fatto che le “spinte” psicologiche inconsce possano effettivamente mantenere la promessa di essere sempre a favore della popolazione. Ad oggi, si nota anche che in quest’area di ricerca si discute poco, ad esempio, dell’efficacia delle vaccinazioni o dell’efficienza delle chiusure.

INFLUENZA DELLE TECNICHE PSICOLOGICHE IN AUMENTO

I sostenitori del nudging insistono comunque sull’uso del soft power, sottolineando che le persone devono essere guidate in modo impercettibile e che questo è per il loro bene. “La vaccinazione, in particolare, non è solo molto importante dal punto di vista individuale, ma anche dal punto di vista della popolazione”, ha sottolineato Cornelia Betsch in un’intervista a proposito della sua ricerca sull’aumento della disponibilità a vaccinarsi. I critici non sono convinti e sottolineano il carattere manipolatorio e i pericoli per la democrazia, l’autonomia e la dignità umana quando si utilizzano impercettibili tecniche di soft power psicologico.

È sorprendente l’aumento del nudging dalla pubblicazione del libro di Thaler e Sunstein nel 2008, sebbene il dibattito scientifico sull’argomento sia ancora in pieno svolgimento. Da allora, in tutto il mondo sono sorte più di 400 cosiddette unità di nudge, team di esperti composti da psicologi e scienziati della comunicazione che si dedicano al compito di presentare le decisioni politiche in modo tale che l’approvazione della popolazione sia particolarmente elevata.

Molti non se ne sono accorti e non conoscono il ruolo che la psicologia ha avuto durante la pandemia da Covid. Le ragioni sono due: da un lato, i media parlano poco della portata del nudging e delle unità nudge che lavorano in tutto il mondo. Dall’altro lato, l’influenza psicologica delle tecniche di soft power nel nudging e nella propaganda di solito non viene notata dalle persone colpite – ed è proprio questo che la rende così efficace e pericolosa.

È per questo che vengono utilizzate ancora e ancora, come si può vedere nella guerra in Ucraina. Come nel caso del nudging, ad esempio, anche in questo caso ci si affida alla cosiddetta “inoculazione”, cioè alla “inoculazione” precoce contro la “disinformazione”. Come riportato dal NachDenkSeiten il 28 settembre 2022, il Ministero dell’Interno si affida a un cosiddetto “piano di resilienza” e a una “task force contro la disinformazione”, il cui lavoro si concentra, tra l’altro, sulla cooperazione con i social network e le piattaforme come Meta, YouTube/Google o Twitter. Inoltre, l’obiettivo è quello di utilizzare i bambini fino a 6 anni come “bambini reporter” per rafforzare la competenza giornalistica “e quindi la resilienza contro la disinformazione” “attraverso un lavoro attivo sui media”.

L’AVVERTIMENTO DI HUXLEY

Quanto queste “armi di influenza” (6) possano essere pericolose per una società era già stato descritto dallo scrittore britannico Aldous Huxley più di 60 anni fa. Per lui il pericolo era che l’uso sapiente degli strumenti psicologici potesse portare a una futura dittatura “morbida”:

“Se volete mantenere il vostro potere a tempo indeterminato, dovete ottenere il consenso dei governati. (…) Questo obiettivo sarà raggiunto aggirando il lato razionale dell’uomo e facendo appello al suo inconscio, alle sue emozioni più profonde e persino alla sua fisiologia, facendo sì che l’uomo ami ancora la sua schiavitù. Penso che questo sia il pericolo, che le persone saranno persino felici in qualche modo sotto il nuovo regime. Ma saranno felici in situazioni in cui non dovrebbero esserlo”.

Huxley riconobbe giustamente l’effetto delle tecniche di soft power e mise in guardia in termini drastici dalle dittature del futuro. Le sue previsioni sull’uso sempre più frequente di mezzi psicologici per controllare i pensieri e i sentimenti umani si sono avverate e stanno diventando sempre più un “assalto alla libertà”, come ha detto dieci anni fa l’autrice Karen Horn nella Frankfurter Allgemeine con il titolo “Paternalismo libertario: schiavi padroni del futuro”.

Pertanto, oggi è più importante che mai, anche in virtù del “principio di pubblicità” (7) formulato dagli stessi sostenitori del nudging, rendere pubblico l’uso delle tecniche di soft power e fare educazione in merito. Le conseguenze negative, come la crescente divisione della società e l’emozionalizzazione dello spazio del dibattito pubblico, sono già visibili oggi.

Per Huxley era chiaro che l’educazione ai metodi di manipolazione del soft power era l’unica strada percorribile: “Gli effetti della propaganda falsa e perniciosa non possono essere neutralizzati in altro modo se non praticando a fondo l’arte di analizzare le loro procedure e di vedere attraverso i loro sofismi”, scriveva nel 1958. (8) È proprio questa educazione e analisi il compito della scienza.

JONAS TÖGEL

Note bibliografiche

(1) Cialdini. R. (2021). Die Psychologie des Überzeugens. Hogrefe Verlag, S. 19.

(2) Tögel, J. (2020). Soft Power und Motivation im schulischen Kontext. Schneider Verlag.

(3) Fischer, L. & Wiswede, G. (2009). Grundlagen der Sozialpsychologie. Oldenbourg Wissenschaftsverlag, S. 615.

(4) Barth, J., Bengel, J., & Bundeszentrale für Gesundheitliche Aufklärung. (1998). Prävention durch Angst? Stand der Furchtappellforschung. Forschung und Praxis der Gesundheitsförderung, 4.

(5) White, M. D. (2013). The Manipulation of Choice. Ethics and Libertarian Paternalism. Palgrave.

(6) Cialdini. R. (2021). Die Psychologie des Überzeugens. Hogrefe Verlag, S. 19.

(7) Thaler, R.H. & Sunstein, C.R. (2021/2022): Nudge. Die endgültige Ausgabe. Econ, S. 319

(8) Huxley, A. (1958/2017). Wiedersehen mit der Schönen Neuen Welt. Piper, S.112

domenica 17 aprile 2016

L'Italiota impecorito



Come spiegare ? Proviamo a fare una parabola col gergo giornalistico. 

È ufficiale: #OMG conferma che La "PECORITE ITALIOTA" sia una forma virale permanente proveniente dall'Italia, a causa della sua storicità architetturale e sociale. 

È stato spiegato che sono proprio le #CasteBorghesi a generarla e a diffonderla perché ivi si respira l'aria delle vecchie mura degli immobili d'epoca, che sembrano veri e propri serbatoi di questo virus immobilizzante.

I soggetti affetti dal virus, sono pervasi da abulia perbenista, qualunquista, astensionista, suicida e, quel che è peggio, inconsapevole. 

Le Famiglie affette, per lo più benestanti, o più semplicemente " mafio-tenenti" , restano anche facilmente ipnotizzate davanti agli schermi televisivi ove si inviano messaggi subliminali ipnotizzanti oppure si somministrano trasmissioni devianti come quelle sportive, calcistiche, o  dei talk show, ad effetto " panacea  oppiacea ". 

I muri vecchi delle abitazioni ultra cinquantenari , assorbono il virus diffondendolo con effetti conservatoristici devastanti. 

I soggetti colpiti, diventano incapaci di ragionare, decidere, od esprimere la propria opinione politicamente, anche se ben un terzo dei propri concittadini ha promosso la sensibilizzazione generale, per gravi motivi di pericolo generale futuro, causati da poteri lobbistici privati. 

Le unità medico-scientifiche sono al lavoro per studiare un vaccino per arginare il fenomeno che pare essere devastante e invasivo, tanto da non risparmiare intere categorie di persone quali ad esempio, i medici stessi. 

Alcuni nostri inviati, infiltrati negli ambienti di queste #CASTEAFFETTE dal virus de #LAPECORITE, hanno potuto riscontrare , che i soggetti sembrano proprio infastiditi da qualsiasi accenno di discorso politico ed anzi vogliono esclusivamente parlare di calcio, sport, medicina, salute, bambini, scuola, famiglia, ma mai e poi mai di politica. Alla domanda dei nostri inviati sui motivi di questa determinazione Esso rispondono spesso: "#TANTOFANNOQUELLOCHEVOGLIONO". 

Studiosi hanno inoltre dimostrato che i soggetti affetti dal virus invecchiano precocemente dando segni di disturbi senili frquenti, mentre i soggetti totalmente non attaccabili dal virus letale, da essi definiti "#Grillini" , sembrano aver trovato l'elisir della longevità, perché sono attivi e collaborano per sconfiggere le lobbies banco partitiche che stanno mangiando il territorio e i beni degli italiani. 

Da Milano centro, area "C" , è tutto, un saluto dal vostro inviato del CCPP MoVimento 5 Stelle . Ciao

DonE

sabato 30 gennaio 2016

Personalità multipla: disturbo della DMP



Sicuramente si tratta di una delle sindromi cliniche meno spiegate, per cui occorre una grande cautela sia nel definirla che nel diagnosticarla.
La personalità si forma dal patrimonio neurobiologico ereditario e dall’adattamento di questo patrimonio personale alle esigenze socioculturali dell’ambiente: da questa integrazione dinamica si determina la ‘singolarità’ della persona nei suoi aspetti intellettivi, emotivi, volitivi, così come nel suo modo di rapportarsi agli altri.
Si parla invece di ‘personalità multipla’ quando la personalità è scissa in due, tre (ma anche molte di più) tipologie di carattere, completamente indipendenti fra loro e a volte contrastanti, che convivono nella stessa persona.

Descrizione della sindrome

Le differenze fra le diverse personalità non riguarderebbero anzitutto solamente gli aspetti intrapsichici, ma anche quelli somatici, relativamente alle malattie del corpo, ai comportamenti sessuali, attitudinali, culturali ecc.
Il passaggio da una personalità all’altra è descritto come rapidissimo, da qualche secondo a qualche minuto, oppure graduale (giorni, mesi). In alcuni casi le differenti personalità coesistenti nella stessa persona sembrano conoscersi reciprocamente e rapportarsi come amiche, compagne o avversarie.
Il passaggio da una personalità all’altra sembra favorito da uno stato di conflitto fra esse, soprattutto se stimolato dall’ipnosi, o dall’assunzione di farmaci. Il disturbo insorgerebbe nell’infanzia e tenderebbe a durare nel tempo, tendendo gradualmente a diminuire nei cambiamenti ed a stabilizzarsi su una sola personalità.

Cause della personalità multipla

Secondo la psicoanalisi la persona mantiene, durante la sua vita, una piena consapevolezza solamente su alcune parti delle sue esperienze e conoscenze, mentre altri ricordi o rappresentazioni del Sé considerati ‘inaccettabili’ a livello intrapsichico vengono mantenuti in compartimenti separati, affinché non entrino in conflitto fra loro e non causino alla persona la perdita di controllo della propria vita.

Il meccanismo che normalmente la persona utilizza per difendersi da questa conflittualità intrapsichica è la ‘rimozione’, ovvero il trasferimento nell’inconscio dei contenuti ‘indesiderabili’, come in un travaso orizzontale, dove ciò che non trova spazio in un contenitore cade in un vaso di raccolta sottostante.

Un altro meccanismo di difesa è la dissociazione, che ha anch’esso lo scopo di creare una barriera fra quello che si vuole conservare e quello che si vuole escludere dalla propria coscienza: il trasferimento avviene in questo caso in senso verticale, con lo stesso principio dei vasi comunicanti, per cui si creano più coscienze parallele.
La personalità multipla dunque potrebbe essere definita come la conseguenza di una dissociazione di una parte dei contenuti della mente, a scopo adattivo, per gestire situazioni particolarmente traumatiche e stressanti, (ad esempio un incidente, un abuso sessuale o fisico vissuto nell’infanzia, il fallimento delle relazioni familiari ecc), verso le quali il soggetto non sarebbe stato in grado di far fronte con i suoi consueti modi di affrontare la realtà, specie se avvenute nei primi anni di vita.
La creazione di personalità multiple potrebbe essere la conseguenza di una forma elaborata di rifiuto di certi contenuti psichici, per consentire la salvaguardia di un nucleo sano del Sé, riferendo tutto il vissuto negativo ad altre persone diverse da sé.
Non a caso il problema insorge in genere nell’infanzia, quando è abbastanza comune abbandonarsi a ricche produzioni fantastiche, che includono la presenza di amici o nemici immaginari.

Storia psichiatrica del disturbo della personalità multipla

Di personalità multipla si è cominciato a parlare all’inizio del 1800, quando la psicologia e la sociologia hanno cominciato ad interessarsi alla mente degli esseri umani ed al mistero del suo funzionamento, cosa che fino ad allora era stato argomento più attinente alla religione che alla scienza; da allora sono stati descritti in letteratura non più di 300 casi ‘certi e documentati’, ma ciò nonostante questa psicopatologia ha sempre avuto grande fascino, sia sugli ‘psic’ sia sugli autori di letteratura, cinema o fiction televisiva, perché argomento sicuramente ‘di confine’ fra scienza e fantascienza.
Il primo caso descritto in letteratura di ‘personalità multipla’ è del 1816: è il caso di Mary Reinolds, una donna che, senza alcun tipo di preavviso, cadeva in un sonno profondo che si protraeva per diverse ore, dal quale si risvegliava mostrando una personalità completamente diversa da quella di base, come se due persone distinte si alternassero in lei, ognuna ignara dell’altra. Altri casi furono descritti nel 1830 e nel 1845.
Nel 1901, attraverso il caso di Miss Beauchamp venne introdotto nella letteratura medica il concetto di ‘personalità multipla alternante’ (la paziente mostrava di essere in alcuni casi remissiva e moralista, in altri ambiziosa e aggressiva).
Il medico che l’aveva in cura, Morton Prince, servendosi dell’ipnosi, evidenziò anche una terza personalità sotto il nome di Sally e spiegò queste alterazioni della personalità postulando l’esistenza di un meccanismo cerebrale responsabile.
Nel 1911 fu introdotto nella medicina psichiatrica la diagnosi di ‘schizofrenia’ il cui sintomo principale era la ‘dissociazione’ dell’affettività del soggetto, dei suoi comportamenti, del suo stile di pensiero, del tutto insolito e scorretto da un punto di vista logico.
Con l’individuazione di questa nuova sindrome, per circa 80 anni non si parlò più di ‘personalità multipla’, in quanto le sue manifestazioni venivano conglobate nel concetto di ‘schizofrenia’, nelle sue diverse forme.
Essa ricomparve come categoria diagnostica negli anni ’80, nel DSM III R dell’American Psychiatric Association, , dopo una serie di pubblicazioni che avevano contribuito a risvegliare l’interesse su questa materia. Veniva elencata nei ‘disturbi dissociativi’ e descritta come ‘disturbo dissociativo di identità’ abbreviato anche come DMP : con questo atto, la psichiatria medica riconosceva ufficialmente la possibile presenza, in uno stesso individuo, di più identità o stati della personalità ben distinti, indipendenti dalla volontà del soggetto, aventi una propria modalità di percepire l’ambiente, di relazionarsi ed interagire con gli altri.

Trattamento

Il trattamento deve orientarsi verso l’integrazione graduale dei vissuti traumatici del soggetto, così che l’immagine di Sé precostituita possa lentamente assimilare il Sé traumatizzato, imparando a rievocare il proprio passato e a vivere la propria identità personale in maniera meno confusa.
Per risolvere la dissociazione, il trauma deve essere guardato apertamente, anche nei suoi eventuali risvolti di colpa o di vergogna, avendo l’accortezza di non esporre troppo precocemente il paziente a ricordi per lui intollerabili. La terapia deve essere graduale e per questo l’ipnosi si presta molto bene, per le sue caratteristiche di accendere e spegnere i ricordi con una certa facilità.

Di Redazione

domenica 12 gennaio 2014

La clinica del buon respiro per bimbi sani.


Le nuove terme per bambini sono aperte nella clinica Zucchi di Monza. L'attività di prevenzione e correzione di tutte le affezioni da agenti patogeni per le vie respiratorie possono da settembre 2013 essere praticate per tutti i bimbi e ragazzi di Monza e dintorni. Se tuo figlio ha anche una sola allergia è consigliata l'applicazione di una terapia preventiva.

Respirare è vivere

Ripartiamo dal buon respiro

 Istituto Zucchi

L'Aerosol terapia arriva negli Istituti Clinici Zucchi : a Monza il primo centro termale in un contesto sanitario 

Particolarmente consigliata nei disturbi delle vie aeree, la terapia viene effettuata per via orale o nasale per mezzo di acqua minerale termale in bottiglia. Gli aerosol termali sono costituiti da fini particelle di acqua minerale in grado, secondo le dimensioni, di raggiungere anche le diramazioni più distali dell'albero respiratorio.

AEROSOL MEDICALE
Terapia aerosolica che utilizza medicinale idrosolubile specifico, somministrato sotto prescrizione medica.

INALAZIONI CALDO - UMIDE
Questa metodica utilizza apparecchi in grado di frammentare l'acqua minerale in particelle, formando un getto di vapore che viene inalato dal paziente. Il paziente si posiziona di fronte all'apparecchio, ad una distanza di circa 20-25 cm dal beccuccio erogatore ed inala con il naso e/o con la bocca il vapore erogato.

DOCCIA NASALE MICRONIZZATA
L’acqua termale viene frazionata in particelle di dimensioni elevate, che sotto pressione vengono convogliate direttamente nelle fosse nasali. Questo abbondante flusso di particelle termali provoca un’immediata fluidificazione delle secrezioni presenti nelle fosse nasali e nel distretto rinofaringeo e faringeo, consentendo anche la detersione delle secrezioni dei seni paranasali e del distretto dell’orecchio medio. E’ un trattamento in genere tollerato molto bene dai bambini e molto utile nelle patologie rinofaringee in età pediatrica.

La rivista Bimbi Sani e Belli le dedica un aticolo (http://www.zucchi-gsd.it/upimages/Bimbi%20Sani%20e%20Belli%20-%2001%2001%202014.pdf)

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