domenica 18 ottobre 2026

VIVERE MALE

Vivere per far morire un vecchio o attendere la sua fine cosa può essere più abietto di questo comportamento trova tutte le corrispondenze della scrittura sapienziali che condannano questo comportamento umano maschile o femminile


La tradizione sapienziale biblica condanna con estrema severità chi disprezza, trascura o specula sulla decadenza e sulla morte degli anziani e dei propri genitori.

​I riferimenti principali si concentrano su ingratitudine filiale, bramosia di eredità e abbandono della vulnerabilità senile:

​Siracide 3,12-16 ​«Figlio, soccorri tuo padre nella vecchiaia, non contristarlo durante la sua vita. Anche se perdesse il senno, compatiscilo e non disprezzarlo, mentre tu sei nel pieno vigore... Chi abbandona il padre è come un bestemmiatore, chi insulta la madre è maledetto dal Signore.» Condanna esplicitamente la ripulsa e il calcolo verso il genitore anziano e debole, equiparando l'abbandono alla bestemmia.

​«Figlio, soccorri tuo padre nella vecchiaia, non contristarlo durante la sua vita. Anche se perdesse il senno, compatiscilo e non disprezzarlo, mentre tu sei nel pieno vigore... Chi abbandona il padre è come un bestemmiatore, chi insulta la madre è maledetto dal Signore.»

Condanna esplicitamente la ripulsa e il calcolo verso il genitore anziano e debole, equiparando l'abbandono alla bestemmia.



​Siracide 8,6 ​«Non disprezzare un uomo quando è vecchio, perché anche tra noi molti invecchiano.» Richiamo diretto contro chi guarda con superiorità o fastidio al declino altrui, dimenticando la comune fragilità umana.

​«Non disprezzare un uomo quando è vecchio, perché anche tra noi molti invecchiano.»

Richiamo diretto contro chi guarda con superiorità o fastidio al declino altrui, dimenticando la comune fragilità umana.



​Proverbi 19,26 ​«Chi rovina il padre e scaccia la madre è un figlio disonorato e infame.» Denuncia l'azione deliberata di chi toglie le risorse ai genitori o ne accelera/attende la fine per liberarsene.

​«Chi rovina il padre e scaccia la madre è un figlio disonorato e infame.»

Denuncia l'azione deliberata di chi toglie le risorse ai genitori o ne accelera/attende la fine per liberarsene.



​Proverbi 20,20-21 ​«Chi maledice il padre e la madre vedrà spegnersi la sua lampada nelle tenebre più fitte. Un'eredità acquistata troppo in fretta all'inizio non sarà benedetta alla fine.» Accosta l'ostilità verso i genitori alla bramosia di appropriarsi anticipatamente dell'eredità, condannando l'attesa predatoria della loro morte.

​«Chi maledice il padre e la madre vedrà spegnersi la sua lampada nelle tenebre più fitte. Un'eredità acquistata troppo in fretta all'inizio non sarà benedetta alla fine.»

Accosta l'ostilità verso i genitori alla bramosia di appropriarsi anticipatamente dell'eredità, condannando l'attesa predatoria della loro morte.



​Proverbi 23,22 ​«Ascolta tuo padre che ti ha generato, e non disprezzare tua madre quando è vecchia.» Richiamo contro il rifiuto della figura anziana una volta esaurita la sua utilità materiale o fisica.

​«Ascolta tuo padre che ti ha generato, e non disprezzare tua madre quando è vecchia.»

Richiamo contro il rifiuto della figura anziana una volta esaurita la sua utilità materiale o fisica.



​Proverbi 28,24 ​«Chi ruba a suo padre o a sua madre e dice: "Non è peccato", è compagno del malvivente.» Smaschera l'auto-giustificazione di chi sottrae beni o forza vitale ai vecchi considerandoli ormai un peso.

​«Chi ruba a suo padre o a sua madre e dice: "Non è peccato", è compagno del malvivente.»

Smaschera l'auto-giustificazione di chi sottrae beni o forza vitale ai vecchi considerandoli ormai un peso.



​Proverbi 30,17 ​«L'occhio che deride il padre e disdegna l'obbedienza alla madre lo caveranno i corvi del torrente, lo divoreranno i piccoli dell'aquila.» Linguaggio sapienziale duro per indicare il castigo e l'infamia che attendono chi schernisce la decadenza dei propri anziani.

​«L'occhio che deride il padre e disdegna l'obbedienza alla madre lo caveranno i corvi del torrente, lo divoreranno i piccoli dell'aquila.»

Linguaggio sapienziale duro per indicare il castigo e l'infamia che attendono chi schernisce la decadenza dei propri anziani.

 



Ora decodifichiamo tali comportamenti secondo le diagnosi e le personalita maniacali e le età patologiche classificate da Freud


Nella metapsicologia e nelle descrizioni cliniche di Sigmund Freud, la condotta di chi attende cinicamente la morte di un vecchio o ne consuma la vitalità per liberarsene viene ricondotta a specifici blocchi evolutivi, conflitti strutturali e perversioni del legame pulsionale.

​1. La fissazione alla fase anale (Carattere anale-ritentivo e sadico)

​Nella teoria dello sviluppo psicosessuale freudiano (Tre saggi sulla teoria sessuale, 1905; Carattere ed erotismo anale, 1908), l'attesa famelica della morte legata all'eredità o al controllo totale delle risorse corrisponde a una regressione o fissazione alla fase sadico-anale (tipica dei 2-3 anni):

​Tratti patologici: Avarizia patologica, ostinazione, bisogno di possesso e accumulo. L'anziano non è più visto come soggetto d'affetto, ma come ostacolo fisico tra il soggetto e l'oggetto di gratificazione (denaro/proprietà).

​Sadismo anale: Il godimento nel controllare la decadenza altrui, trattenere le cure o attendere passivamente il disfacimento dell'altro.

​2. Risoluzione patologica del complesso edipico

​Nei testi come Totem e tabù (1913) e L'Io e l'Es (1923), Freud individua nell'uccisione — o nel desiderio di estromissione — del padre anziano il nodo centrale della rivalità primordiale:

​Fissazione edipica mai superata: Il figlio maschio che attende la fine del padre continua a lottare inconsciamente per spodestare il capo-orda e impadronirsi delle sue prerogative. La femmina può agire lo stesso meccanismo verso la figura materna o paterna attraverso rancori incestuosi e vendette di rigetto.

​Mancata interiorizzazione morale: Il mancato superamento dell'Edipo impedisce la corretta strutturazione del Super-Io. Senza un Super-Io integrato, la colpa morale viene annullata e sostituita dal calcolo utilitaristico.

​3. Nevrosi ossessiva: onnipotenza dei pensieri e desideri di morte

​Nell'analisi della nevrosi ossessiva (L'uomo dei topi, 1909), Freud descrive in dettaglio la presenza di desideri omicidi inconsci verso i genitori:

​Ambiguità affettiva (ambivalenza estrema): Coesistenza di cura apparente e odio viscerale. L'individuo adotta un atteggiamento formale di assistenza mentre fantastica o calcola tempi e vantaggi della dipartita.

​Onnipotenza magica del pensiero: La convinzione interna che la fine del vecchio sbloccherà magicamente la propria vita e i propri debiti morali o materiali.

​4. Narcisismo primario e perversione morale

​In Introduzione al narcisismo (1914), Freud illustra il quadro in cui la libido non è mai maturata verso l'investimento oggettuale (amare l'altro come persona a sé stante):

​L'anziano come "oggetto parziale": Il genitore o il parente senile è ridotto a pura funzione strumentale. Quando la funzione cessa (l'anziano non produce più, richiede solo accudimento), l'investimento crolla e subentra l'insofferenza maligna.

​Egoismo parassitario: Incapacità empatica assoluta; il soggetto sperimenta la sopravvivenza del vecchio come un'indebita sottrazione di spazio e ossigeno vitale destinati a sé.

​5. Supremazia di Thanatos (Pulsione di distruzione)

​Negli scritti della maturità (Al di là del principio di piacere, 1920; Il disagio della civiltà, 1930), Freud introduce la polarità tra Eros (pulsione di vita, coesione, cura) e Thanatos (pulsione di morte, disintegrazione, aggressività):

​Sadismo e aggressione rivolta all'esterno: Chi opera per logorare o far morire il vecchio disinnesca Eros. Thanatos non è più imbrigliato dal legame sociale o familiare: l'aggressività primaria si canalizza verso l'elemento più fragile e biologicamente prossimo alla dissoluzione, trasformando l'attesa in una complicità passiva con la morte.

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