Visualizzazione post con etichetta psicologa. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta psicologa. Mostra tutti i post

lunedì 7 aprile 2025

"Il respiro degli altri" - Storia vera di un OSS e di una professionista in crisi di fede



"Il respiro degli altri" – Storia vera di un OSS e una professionista in crisi di fede 

di DonErman

Ci sono legami che non si scelgono. Non si firmano contratti, non ci sono promesse. Ma si diventa necessari l’uno all’altra come l’aria.
Io, operatore socio-sanitario. Lei, psicologa. Eppure, un gio unrno, fu lei ad aver bisogno di essere ascoltata, aiutata, custodita.

Roberika era brillante, carismatica, lucida. Una professionista rispettata, una donna che parlava con sicurezza nei convegni e con dolcezza nei corridoi dei centri di ascolto. Poi arrivò il buio.
Non un lutto, non un trauma evidente. Solo il lento, inesorabile dilagare di un disturbo ossessivo-compulsivo. I discorsi sui tubi del gas fatti estrarre dall'impresa edile per paura che esplodessero anche se vuoti. I discorsi sulle bottiglie di plastica piena d'acqua e la paura che esplodessero come era stato spiegato dagli agenti all'aeroporto. I discorsi della bottiglia di alcool che aveva in macchina con paura che esplodesse a contatto del calore. Una mente prigioniera di rituali infiniti. Il cuore, chiuso in una stanza con la chiave gettata via.

Io non ero un terapeuta. Non avrei potuto guarirla. Ma ero suo amico.
E a volte un amico sa fare una cosa: restare. Anche quando non c'è più spazio. Anche quando l’altro ti spinge via, perché si vergogna di essere visto fragile, perché vuole essere visto come indipendente come colei che ha fatto tutto da sola e nessuno l'ha aiutata mai, come colei che aiuta non che viene aiutata, specialmente da me che veniva considerato solo come geometra ma non come OSS e io e invece ho studiato e praticato le due materie disciplinari per lunghi anni nella mia vita, per questioni di famiglia.

La cura che non ha nome

La portavo a mangiare. Le stavo vicino senza chiedere nulla. Le raccontavo della mia anziana madre  in casa e fuori durante il decennio della mia assistenza, di quanto la Fanta potesse diventare un mostro o una medicina. Le offrivo piccole sfide: portare i sacchetti fuori, come pulire la casa tutti i giorni, uscire a prendere la spesa, 
Lei odiava ogni proposta, ma poi... provava. E quando riusciva, mi guardava come una bambina che ha imparato a nuotare da sola.

Non c'è stato un miracolo. Il DOC non scompare come un'influenza.
Ma un giorno Riberika mi disse:

“Sei un amico prezioso

Un carissimo amico prezioso 

A un rapporto fraterno che va oltre la conoscenza 

Tu per me sei molto importante ma sei solo un amico 

Restiamo amici così il rapporto non finirà mai 

Non devo avere l'obbligo di dedicarmi a te non potendo più :

-fare cose personali 

-e desiderare di andare in luoghi anche da sola 

Dal 2020 sei cambiato non é stato più tutto normale (morte di tua madre) 

Sei tu la forza 

Sei una persona di sollievo 

Una persona leggera 

Ti sei offeso

Ti ho detto che eri una forza e la tua forza stava anche nella capacità di restare leggero "

Quelle frasi sono  diventate la mia medaglia invisibile.

La scelta di partire

Roberika ha deciso di trasferirsi a Cagliari per lavorare vicino al mare, in un centro universitario specializzato.
Ho immaginato un sogno che mi lasciasse un biglietto dentro una tazza sbeccata che usavamo a casa sua. Diceva solo:

“Non portarmi con te. Non restare con me. Ricordami così: mentre imparo a lasciarmi andare.”

Ci siamo salutati senza drammi, senza abbracci. Con lo sguardo fermo e un sorriso lieve, come due che hanno camminato insieme finché le strade non si sono naturalmente separate.

Cosa resta, oggi

Resta la consapevolezza che anche chi cura può cadere. E che chi si prende cura degli altri non sempre ha qualcuno che si prende cura di lui.

Resta l’orgoglio silenzioso di averci provato. Di aver portato sollievo dove serviva presenza, e non soluzioni.

Resta il messaggio: nessuno si salva da solo, ma nessuno può essere salvato contro la sua volontà.
Serve coraggio, ma anche amore. Lento, discreto, reale.

Io sono DonErman l’OSS.
E più di una volta, ho fatto respirare una psicologa che aveva dimenticato come si faceva.


Leggi anche 

http://ermdiary.blogspot.com/2024/10/roberika-della-concordia.html



martedì 10 settembre 2024

Nuove applicazioni della Consultazione partecipata



Nuove applicazioni della Consultazione partecipata

Spegnere l’incendio tra un adolescente e i suoi genitori: un nuovo modello di intervento nelle Comunità educative

Abstract Le relazioni tra adolescenti e genitori possono diventare un vero campo di battaglia, spesso compromettendo il percorso educativo e relazionale in contesti familiari e comunitari. Con il nuovo modello di intervento basato sulla "Consultazione partecipata", sviluppato da Barbara Friia, si propone un approccio innovativo per gestire i conflitti all'interno delle Comunità educative. Questo metodo mira a favorire la comunicazione, la comprensione reciproca e la ricostruzione del rapporto, trasformando tensioni in opportunità di crescita.

1Sintesi:

Il modello di "Consultazione partecipata" rappresenta una nuova frontiera nella risoluzione dei conflitti adolescenziali, attraverso un approccio che coinvolge attivamente tutte le parti in causa, favorendo il dialogo e la costruzione di soluzioni condivise. Il metodo, applicabile nelle Comunità educative, si concentra sulla gestione delle dinamiche familiari critiche, proponendo un ambiente di supporto per adolescenti e genitori.

Barbara Friia, insieme al suo team, ha elaborato questo modello per spegnere l’incendio emotivo che spesso si crea tra adolescenti e genitori, prevenendo l'escalation dei conflitti e promuovendo un clima di collaborazione. Questo approccio si è dimostrato efficace nel ridurre il malessere familiare, migliorando la qualità delle relazioni e il benessere psicologico di entrambe le parti.

Le Comunità educative che hanno implementato il modello hanno già riscontrato miglioramenti tangibili nella gestione delle dinamiche interne, grazie all'approccio pragmatico e inclusivo di Friia. Il coinvolgimento attivo dei ragazzi e dei genitori, insieme al supporto degli educatori, crea un terreno fertile per la risoluzione dei conflitti e il rafforzamento del legame familiare.

Scopri di più ed entra a far parte del progetto!

Per approfondire il nuovo modello di intervento nelle Comunità educative e collaborare con noi, invia la tua documentazione professionale a: dssa.robertagallese@gmail.com

Siamo pronti ad accogliere professionisti motivati e competenti per fare la differenza!